Ogni volta che mi capita di imbattermi in "The Clairvoyant" mi ricordo perché gli Iron Maiden sono LA band che per me rappresenta l'Heavy Metal più di ogni altra. Non si può spiegare a parole. È magia, pura e semplice magia.
Up the Irons!
Ho avuto la fortuna di incontrare André Matos due volte.
La prima al Gods of Metal del 2002, quando lui era lì in qualità di ospite dei Time Machine, e dopo la sua performance si mise in un banchetto ad autografare cd; ricordo distintamente la scena avvenuta con la ragazza in fila davanti a me, che giunta davanti a Matos gli chiese se poteva firmare il cd per una sua amica, che non poteva essere lì perché aveva la febbre. Matos chiese alla ragazza il numero di cellulare dell'amica e la chiamò, così, con assoluta naturalezza.
La seconda è stata l'opportunità incredibile per me ed Enrico Tagliani, quando scrivevo per Hardsounds.it, di intervistarlo, al Buddha di Orzinuovi, nel lontano 2005, in una data fatta insieme ai The Clairvoyants. Matos si è presentato in infradito, e nel corso dell'intervista abbiamo potuto apprezzare la sua allegria, disponibilità, umanità, profondità di spirito e di pensiero. Al di là dei gusti musicali (personalmente ho amato quasi tutti i suoi lavori), una persona davvero pazzesca. Abbiamo fatto un'intervista di più di mezz'ora, un po' in inglese, un po' in italiano, un po' in spagnolo, ridendo, parlando della scena metal, della scena prog italiana, di spiritualità, di Iron Maiden, di AC/DC e di Motorhead.
Era un musicista fantastico, un cantante eccezionale, e una persona speciale.
Riposa in pace, André, già ci manchi!
P.s. qui metto una delle canzone più belle degli Angra, fatevi un favore ed ascoltatela 🙂
https://www.youtube.com/watch?v=_oi71kh9Qw4
E' tempo di un grande ritorno su questo social, la mia rubrica #AMASU (Alternative Musicali Al Suffragio Universale). Oggi ho deciso che:
- per avere diritto di voto una persona deve necessariamente apprezzare "August and Everything After" dei Counting Crows. Non è concepibile il contrario.
A presto con una nuova puntata!
Sì, ok il rock è morto, il metal non c'è più, bla bla bla. Poi però senti "Falling Deep" dei Sovversivo (2013) e "Into the Serpent's Den" degli AXEVYPER (2016), per non parlare dell'immininente e attesissimo nuovo disco dei The Mugshots. Ah, e mi stavo dimenticando di citare Pierpaolo Monti e i suoi strepitosi progetti AOR (Shining Line Official su tutti)!
Di vita ce n'è parecchia, in queste band.
Prendo in prestito, per chiudere, le parole di una misconosciuta band statunitense, che anni fa pennellava queste parole nel booklet del proprio album:
"Yeah, man, rock'n'roll is dead. So let's dance on its fuckin' grave while still we can!"
E' difficile spiegare l'amore viscerale per l'Heavy Metal. Ma poi dal lettore MP3 parte "Laudate Dominum" degli Helloween, e ti rendi conto che sai a memoria i riff e gli assoli. E allora sai che non c'è niente da spiegare, fa parte di te. E ti verrebbe da fare headbanging in treno, ma eviti perché la carrozza è discretamente affollata, e pensi che probabilmente il tizio in giacca e cravatta di fronte non capirebbe. E chiamerebbe la polizia. 😃
Dunque. Chi mi conosce un po' sa che sono da sempre musicalmente innamorato di Francesco De Gregori. Il suo ultimo disco, che è un disco di cover di Bob Dylan da lui tradotte in italiano, mi ha fatto riflettere in merito al rapporto tra De Gregori e Dylan, per l'appunto, e al mio rapporto con Dylan. Sia chiaro: Dylan mi piace un sacco. Se devo sceglierne uno dei due, però, dal punto di vista della preferenza personale scelgo De Gregori tutta la vita. Eppure oggi, riascoltando (per l'appunto) un po' di Dylan, mi sono reso conto che in effetti Dylan è più grande. Non che non lo sapessi già, ma oggi ne ho avuto la conferma. La "potenza evocativa" di Dylan è qualcosa di fuori dal comune. Insomma, senza Dylan non avremmo De Gregori. Senza Dylan, a dirla tutta, non avremmo probabilmente un certo modo di intendere i cantautori.
Lo so che è un post senza né capo né coda, ma in sostanza, pur riconoscendo la grandezza immensa e inarrivabile di Dylan (e ascoltandolo con immenso piacere), continuo a preferire De Gregori.
P.S.: lo so che fare "classifiche" tra artisti è una cosa senza senso. Però visto che il rapporto musicale tra Dylan e De Gregori è qualcosa di viscerale, mi è venuto fuori 'sto post.